Diritto di Famiglia

Quello dei rapporti familiari è senza dubbio l’ambito più delicato che il diritto viene a toccare. Affetti personali, sentimenti ed emozioni, interessi economici e altre giuste rivedicazioni facilmente possono portare a forti contrasti tra le parti ed al rischio di un abuso dei mezzi giuridici, che non sono più usati per il fine loro proprio quanto piuttosto strumentalizzati per arrecare il maggior danno possibile all’altra parte. Ecco perchè il giurista nel porsi al servizio dei cittadini in questo compito, oltre alla massima competenza, deve essere capace di grande delicatezza ed attenzione così da evitare che una situazione di per sé già di forte sofferenza possa ulteriormente aggravarsi.

La mediazione familiare deve rappresentare lo strumento primario di gestione delle dinamiche familiari. La separazione e l’eventuale successivo divorzio rappresentano solo l’estrema ratio a cui ricorrere laddove le divergenze coniugali e le difficoltà familiari risultino ormai irrimediabilmente compromesse.

In tale ambito vale la pena ricordare che le sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale in forza di un accordo stipulato nel 1929, rivisto poi nel 1984, tra lo Stato italiano e la Santa Sede possono a determinate condizioni essere “delibate”, ovverosia acquisire efficacia nell’ordinamento dello Stato. Ciò significa che, salvo alcune questioni particolari, il matrimonio viene considerato civilmente nullo. Considerato che i tempi processuali canonici sono enormemente inferiori rispetto a quelli civili, è di tutta evidenza che la delibazione di una sentenza di nullità, laddove ovviamente ne sussistano i requisiti, rappresenta per i fedeli una via molto più efficace del divorzio (e dei vari espedienti oggi in voga per ottenere il cd. divorzio breve, divorzio veloce, divorzio rapido) per far sì che il proprio status canonico di persona non coniugata e dunque libera sia tale anche innanzi allo Stato.